luogo, data e ora
recatomi incautamente a Roma il 5 maggio 2002, convinto di partecipare a una grande festa collettiva avvolto in un bandierone nerazzurro, ho assistito inerme all'apocalittico spettacolo del mondo che mi cadeva addosso mentre me ne stavo passivamente seduto sugli spalti dello Stadio Olimpico, Tribuna Montemario, Settore 4c, fila 72, posto 35, in preda a una crescente incredulità verso il calcio e la vita in generale. Alle 5 del pomeriggio ero un uomo diverso.


questo, più che eleborare il lutto, si chiama esorcizzare il dolore

se mi chiamassi Don DeLillo il mio tormento l'avrei descritto con altre parole. Queste: "Non voleva cedere al flusso di ricordi ed emozioni. Forse provava un senso di lealtà verso la propria storia. Una cosa è accennare a un'esperienza, usarla come riferimento e analogia. Ma descrivere il fatto orrendo nei dettagli, a estranei che annuiranno e dimenticheranno, doveva sembrargli un tradimento del proprio dolore" (da "Cosmopolis", pag. 144). Me la sarei cavata così, in qualche riga. Ma non sono DeLillo e ho dovuto aprire un blog.


per non dimenticare (meglio segnarsele)

16 scudetti
(1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66; 1970/71; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08)
2 Coppe dei Campioni
(1963/64; 1964/65)
2 Coppe Intercontinentali
(1964; 1965)
3 Coppe UEFA
(1990/91; 1993/94; 1997/98)
5 Coppe Italia
(1938/39; 1977/78; 1981/82; 2004/05; 2005/2006)
3 Supercoppe Italiane
(1989; 2005; 2006)


l'imprinting (prima partita a San Siro)

(dovevo capire tutto già da allora, ma avevo solo sei anni, dieci mesi e 23 giorni. dovevo scappare e non l'ho mai fatto. non c'era Telefono Azzurro, sennò l'avrei chiamato. era l'8 novembre 1970)
Milan-Inter 3-0 (0-0) Milan: Cudicini; Anquilletti, Biasiolo; Trapattoni, Rosato, Schnellinger; Combin, Benetti, Villa, Rivera, Prati. All. Rocco. Inter: Vieri (Bordon); Burgnich, Facchetti; Fabbian, Giubertoni, Cella (Bellugi); Reif, Bertini, Mazzola, Frustalupi, Corso. All. Heriberto Herrera. Arbitro: Gonella. Reti: Biasiolo, Villa, Rivera.

(il fatto è che la notte stessa Heriberto Herrera fu esonerato, la squadra fu affidata a Invernizzi, Boninsegna ritornò dopo un infortunio, Jair e Bedin furono riammessi nella rosa e cominciò la cavalcata. Vincemmo lo scudetto. Ho pensato che fosse tutto facile, insomma. Ma ero piccolo)


la catastrofe

(600 km. per incassare lo scudetto e invece regalarlo. E 600 km. per tornare a casa senza. Era il 5 maggio 2002)
Lazio-Inter 4-2 (2-2). Lazio: Peruzzi; Stam, Nesta, Couto, Favalli; Poborsky, Giannichedda, Simeone (78' D. Baggio), Stankovic (69' Cesar); Fiore; S. Inzaghi. (Marchegiani, Negro, Pancaro, Colonnese, Evacuo). All.: Zaccheroni. Inter: Toldo; J. Zanetti, Cordoba, Materazzi, Gresko; Sergio Conceicao (60' Dalmat), Di Biagio, C. Zanetti (73' Emre), Recoba; Ronaldo (78' Kallon), Vieri. (Fontana, Sorondo, Serena, Seedorf). All.: Cuper. Arbitro: Paparesta di Bari. Reti: 12' Vieri, 19' Poborsky, 24' Di Biagio, 45' Poborsky, 55' Simeone, 73' S. Inzaghi.


Come passa il tempo

Il 28 maggio 1989, giorno del tredicesimo scudetto (quintultima giornata, Inter-Napoli 2-1): il presidente della Repubblica era Francesco Cossiga, il presidente del Consiglio era Ciriaco De Mita ma era in corso la crisi di governo, mancavano 6 giorni alla strage di Tienanmen, mancavano 5 mesi e 12 giorni alla caduta del Muro di Berlino, il presidente degli Stati Uniti era Ronald Reagan, Tornatore aveva appena vinto l'Oscar, Leali-Oxa avevano appena vinto Sanremo, Madonna era in testa all'hit parade con "Like a prayer", l'automobile più venduta in Italia era la Fiat Uno e un quotidiano costava mille lire tonde tonde

La rivincita morale

Alle 19,39 del 26 luglio 2006 la Figc ci assegnava automaticamente il quattordicesimo scudetto. In quell'esatto istante stavo infilando spaghetti n. 5 nell'acqua bollente. A tavola, poco più tardi, avrei pensato con sollievo alla suggestione cromatica del triangolino tricolore e a un campionato finalmente senza Juve. Due scudi successivi hanno contribuito al mantenimento del mio buon umore.


qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) 



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giovedì, 12/06/2008


SCHERZI DEL DESTINO

"La Roma ci ha autorizzato a parlare con il suo agente, penso che lo faremo entro la fine della prossima settimana"

Fa impressione vedere Branca sbavare dietro a uno che si chiama Mancini.


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pablic relescion
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punti di riferimento

L'Inter è un sentimento (Massimo Moratti/1)


Dammi castità e continenza, ma aspetta un momento (Sant'Agostino)


Riesco a resistere a tutto, fuorchè alle tentazioni (Oscar Wilde)

Provo un intenso desiderio di rientrare nell'utero. Di chiunque (Woody Allen/1)

Ho sognato di essere il collant di Ursula Andress (Woody Allen/2)

Lasciamo le donne bellissime agli uomini senza fantasia (Marcel Proust)

Io non ho mai fatto sesso con quella donna (William J. Clinton detto Bill)

Io conosco una donna nuda (Cochi e Renato)

Questi sono i miei principi. Se non ti piacciono, ne ho altri (Groucho Marx/1)

Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne (Nanni Moretti)

Vi accorgete che state invecchiando quando le candeline cominciano a costare più della torta (Bob Hope)

"Lei è un coglione" "Maledizione, un'altra fuga di notizie" (Altan)

I giornalisti sono quelli che sanno distinguere i fatti dalle balle, poi pubblicano le balle. (Mark Twain)

Siamo nati per soffrire. Ci siamo riusciti (Marcello Marchesi)

Sapesse che idee mi frullano per il culo (Ennio Flaiano)

Le idee sono come le tette, se non sono abbastanza grandi si possono gonfiare (Stefano Benni)

Suono al conservatorio. Ma non mi aprono mai (Groucho Marx/2)

Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite di calcio. (Winston Churchill)

Quando stringo la mano a un milanista dopo me la lavo, quando la stringo a uno juventino dopo conto le dita. (Giuseppe Prisco)

La mia favorita per lo scudetto è l'Inter. Dico sul serio, anche se sembra che scherzi (Massimo Moratti/2)

Che libidine quando perdo. La sconfitta mi esalta e mi fa assaporare stimoli insostituibili (Franco Scoglio)

Massì, insomma, sono ragazzi (Massimo Moratti/3)





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